IL GUARITORE INTERIORE

Meditazione e Ricerca Interiore

Il Fuoco Interiore

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Dedico quanto scritto nelle pagine di questo mio  libro a chi ha affrontato, in solitudine e con tutto l’impegno della propria anima, il tema del Risveglio della Coscienza.
La mia speranza e il mio vivo augurio sono che questi piccoli passi offerti possano aiutare a definire la propria identità umana e divina, anche se tutto ciò è solo parte del Viaggio infinito che ogni Uomo coraggioso è chiamato a percorrere.

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Condivido l’uscita del mio primo libro, dedicato alle poesie. Un evento che realizza in cartaceo parte di un travaglio arduo e lungo.
Questo è Dono inaspettato della vita che mi ha permesso di assemblare alcuni scritti nati in un periodo del cammino interiore, dove Luce e Oscurità giocavano a nascondino, dove ho visto il crollo di tutte le false costruzioni erette nel tempo… e dove ho sperimentato la capacità di vuotare la mente e riempirne l’anima con dimensioni infinite, distinguendo ciò che realmente vale…

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E giunge l’ultima l’Arresa. Chiudi i cassetti concettuali e lasci che le cose vengano avanti e guardi cosa il Divino ti ha riservato. Con Fede e con un pizzico di Follia. E’ la Fede ad esprimere quella Follia, quell’Osare a discapito di…  tutto quello che in precedenza era entrato nel concetto di Divino e compreso nell’esperienza di riprogrammazione del tuo ego.
Inizi ad esprimere questa Follia senza cadere nelle altrui trappole, anche quelle dei Maestri e delle scuole che ti sono appartenute, che ti tendevano la mano mentre ti trattenevano.
Viene il Momento in cui scegli la fiducia di te stesso, senza più l’ausilio della vecchia personalità… anche quella nuova spirituale, quella che ti ha accompagnato fino alla soglia di questo nuovo abbandono.
Viene il giorno in cui dici a te stesso che non è alienazione, qualcosa si è attivato in te, ti sta attraendo a Sé… e qualcosa si sta muovendo in Te e non è più solo fermento. Ancora non conosci bene questo fenomeno ma sai e ti Fidi, Ti abbandoni in questa energia nascente.
Ne hai un contatto diretto,  e sai che anche se altri verranno ad invaderti o a invalidarti avrai Pane ed Acqua a sufficienza per proseguire solo. Adesso puoi davvero dichiarare Sia fatta la Sua Volontà…

La paura è una nave con poco carburante alla ricerca di un porto sicuro.
La nave della paura vede il porto sicuro nel combattere il timore dei guai, l’essere colpiti, raggirati, derisi, accettati.. paura di perdere il controllo su ciò che si è conquistato a fatica, paura di essere privati dei beni materiali, della libertà, della fama.
La nave della paura ha un abile comandante: l’orgoglio. Il comandante orgoglio ritiene di aver in mano tutto e non aver bisogno di nulla, nemmeno di un equipaggio di cui potersi fidare e misurare.
La nave della paura ha un capitano di macchina pluridecorato, il dolore. Il capitan dolore sollecita il motore ad attingere sempre più carburante e la risposta di cui ha bisogno, e suggerisce manovre scoordinate di cui neppure il comandante può contrastare.
Questa è la continua navigazione dell’uomo. Quando il mare è calmo ritiene di aver tutto il necessario, ma il vento cambia spesso ed arriva in un baleno un vento contrario che innesca una cattiva navigazione… dimentico dell’illusione della propria capacità di guida.

Non puoi destrutturare, disfarti del tuo io, della tua personalità, del tuo ego… significherebbe restare nudo, inerme, e in breve tempo morire o impazzire.
Destrutturare l’ego significa solo ristrutturarlo, vestire un nuovo abito per salire nella scala evolutiva, lasciare il vecchio paravento e vestire l’Anima con uno nuovo, come la crisalide lascia la vecchia corazza per vestire con un paramento sacro, leggero… significa rivestirsi con qualcosa di più sublime. Togliere le vecchie proiezioni mentali, i vecchi abiti condizionanti sono solo un primo importante passaggio, al quale deve seguirne contemporaneamente un altro, pena la follia mentale, il disagio psicofisico. Quel qualcosa di più alto a cui mi riferisco dovrà sorgere da sé, perché è già nella struttura umana la sua insorgenza, sempre se si è fatta una vera spoliazione di tutte le menzogne. Nel processo significa attraversare la notte buia dell’anima, passaggio necessario affinché la nuova alba risplenda, affinché una nuova coscienza prenda il Suo posto, definitivamente.

Tarosofia

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Con il termine Tarosofia intendo un modello filosofico di lettura che prende sempre spunto dal modello esoterico per quanto concerne la lettura tradizionale dei Tarocchi.
Significa leggere gli Arcani applicando un approccio d’indagine dal punto di vista dell’Essere e della sua vera natura, in un clima d’interscambio tra il consultante ed il lettore, tramite una lettura forse più complessa ma libera da teorie divinatorie.
Il Tarocco diventa un mandala, un’opera eterna e infinita, un viaggio intuitivo.
L’intuizione è il mezzo che permette una lettura non scontata che non ne fa una lettera alfabetica fredda, che non aggredisce ma scompone l’oggetto con Consapevolezza, senza condannare la lettura ad una sola rappresentazione simbolica.
L’intuizione nasce dalla non-mente che attinge dall’Assoluto, da un’esperienza che rimanda al di là del significato ovvio e possiede un aspetto “inconscio” dove l’ego intende identificarsi senza che la ragione sia in grado di accorgersene totalmente.
La lettura tarosofica non è frutto di un caso o di uno studio mirato, ma il frutto di un lavoro interiore di anni, che nasce da luoghi profondi di osservazione e Conoscenza e dall’essere capaci di dissociare se stessi; nasce dalla meditazione profonda, fino a giungere ad attingere da uno spazio impersonale, dove scaturisce la risposta spontanea ad ogni problema in esame e diretta all’inconscio del consultante.

Sette lunghi intensi anni della mia vita, senza andare in Tibet, a cercare un frammento di me, quel frammento in grado di farmi captare l’origine della sofferenza e la realtà ordinaria racchiusa nell’esperienza straordinaria.
Così passo dopo passo, dopo aver incontrato la meditazione e la pratica, ho imbevuto di fede e abbandono ciò che restava del mio corpo.. e della mia mente.
Ho perlustrato con coraggio maniacale i luoghi profondi della mente, sfidando ogni descrizione, alla ricerca di quell’essere.. assaporando l’ignoto.
Non ero più attratta dalle cose mondane, perché ormai riuscivo a penetrare con lo sguardo interiore una diversa immagine parallela, fatta di nuovi paesaggi.. mentre scoprivo il vuoto, la nudità delle cose, della famiglia, del lavoro.. al di la dell’apparenza e del colore.
Un momento molto importante, la prova del mio falso equilibrio si stava incrinando sempre più.. un momento interiore di forti dubbi, di crisi durata molti mesi, forse anni.. un tormento interiore dove la vita appariva improvvisamente senza importanza.. una de-pressione da non poter esternare, manifestare, perché nessuno avrebbe potuto capire cosa alchemicamente mi stava succedendo, se non chi avesse già percorso lo stesso Viaggio.
Sono entrata nei miei sotterranei in silenzio, senza eclatanti annunci.. e senza abbandonare alle spalle tutto il mio vissuto; certo, guardando indietro non è stato facile, forse un po’ folle.. ma ci sono riuscita e sono tornata indietro nello stesso modo, silenziosamente.
L’opera dello spirito è sempre solitaria, muta, intangibile.. poco appariscente, intima. Nessuno la nota.. contrariamente sarebbe un’ostentazione, un fallimento..

Comprensione..

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Assimilare le esperienze vissute, trasmutarle in saggezza.. non ripeterle. Collaborare così allo sviluppo della propria coscienza.
La sofferenza è un effetto, non una causa.. ed ha lo scopo di far comprendere, non di punire! Sperimenti con la sofferenza ciò che non hai compreso con gli insegnamenti, con l’esperienza della vita.
Non ti basta rimuovere o ripudiare il male che hai fatto.. ormai è compiuto, anche se rinneghi l’azione o la giustifichi.
La cancellazione dell’accaduto avviene quando l’azione che hai compiuto ritorna all’origine.. solo allora avrai pareggiato il conto.
Se manchi di questa comprensione (e responsabilità) sarai portato facilmente a riproporre lo stesso errore, la stessa azione, anche sotto forme più blande, inferiori.. e sarà sempre la tua ignoranza a spingere e prevalere.. non la tua saggezza.

Quando sfondi la porta del tuo sepolcro interiore, incontri una nuova dimensione di te..  anche se ancora a stento  riesci ad intravvedere una tua natura divina, ma non è più  solo un fervido racconto.
Tutto è ancora scuro, parziale, ed appare sempre diviso..  mentre il tuo essere interiore, balbettando, proietta piccole scintille di Sé.. che non sai dove appoggiare, come guardare.. ma comprendi che questo piccolo progresso ti attrae sempre più e ti libera dal corpo fisico, come unica immagine illuminata dalle ombre che ti hanno accompagnato..

 

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